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	<title>Post &#8211; MilanNight V3 TEST</title>
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	<title>Post &#8211; MilanNight V3 TEST</title>
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		<title>L&#8217;orologiaio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 05:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Voglio essere Chiara]]></category>
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					<description><![CDATA[Abbiamo spezzato le reni al Lecce! Tranquilli, tifosi di serie A. Io sui vostri scalcinati carri non ci salgo. Tre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-size: large;">Abbiamo spezzato le reni al Lecce! Tranquilli, tifosi di serie A. Io sui vostri scalcinati carri non ci salgo. Tre pastine e via andare! Gerry nostro si trastulla con la Sabalenka ed è euforico, come se avessimo vinto la Champions. E, ciliegina sulla torta, il Benfica ha preso tre pappine dal Porto. Caro Porto, ci dovresti ringraziare. Noi te li abbiamo stancati a dovere. Hanno dovuto sudare sette camicie per batterci. E tu hai colto il frutto del nostro lavoro ai fianchi. Cosa sento? Il Benfica contro di noi aveva fatto un turn – over, selvaggio lasciando fuori nove titolari? Il discorso vale poco. Tanta era la tensione, la preoccupazione nel doverci affrontare, che hanno pagato un enorme dazio psicofisico pure quelli lasciati in panchina. Eh, sì, il Karma esiste, ragazzi. C’ ho le prove! Come Libero nel “ Ciclone”. A parte gli scherzi, la sciagurata partita con il Benfica mi aveva lasciato con le ossa rotte. Temevo di non vincere neppure con il Lecce. Ora io so bene che il nostro male sta nella proprietà. Gerry con un forsennato casting ha messo in piedi una Società senza dirigenza. Non c’è nessuno che abbia un minimo di competenza sportiva. Però anche l’allenatore ci mette del suo. Guardami negli occhi, Ruben. Mi risparmi Estupinan e Loftus, due la cui presenza in campo mi terrorizza, d’accordo. Ma perché schieri Terracciano? Gila ha bisogno di rifiatare? Potevi sostituirlo con con De Winter, mettendo Gabbia centrale. Oppure mandare in campo Tomori, che dovrebbe essere il naturale sostituto di Mario. Già, non so il motivo, ma Fik è un reprobo inserito nelle liste di proscrizione. E’ stato reintegrato solo per far numero. Meglio Terracciano rispetto a lui. Perchè come trequartisti metti due ragazzi che non hanno mai giocato insieme? Perchè lasci fuori Pulisic, Rabiot e Moreira? Diego ci ha fatto sognare a Roma. Giusto, quindi, non schierarlo dall’inizio. Ti dico una cosa di cui forse non ti rendi conto, visto che non sei propriamente un’aquila. Rischiare una figuraccia al ritorno in Europa, sia pure quella in tono minore, non è bello. Modric ha 41 anni e non può giocare troppo, va bene. Ma è un professore del calcio. Qualche spazio glielo devi concedere. Non si adatta alla tua tipologia di gioco, che non ho ancora ben capito cosa sia? Be’, io, se non riesco a farmi acquistare i giocatori che voglio, cerco di adattare le mie idee alla rosa che ho. Non faccio l’inverso. Tu ti ritieni uno scienziato del calcio. A me sembri un apprendista stregone. </span></p>
<figure id="attachment_40822" aria-describedby="caption-attachment-40822" style="width: 239px" class="wp-caption alignleft"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-40822" src="https://jolly-franklin.94-76-254-44.plesk.page/v2/wp-content/uploads/2026/09/Pulisic-gol-Lecce-239x300.png" alt="" width="239" height="300" /><figcaption id="caption-attachment-40822" class="wp-caption-text">Che capolavoro, Christian!</figcaption></figure>
<p align="justify"><span style="font-size: large;">Cappero, Gerry, sei peggio dell’orologio rotto. Lui segna l’ora esatta due volte al giorno. Tu una giusta non la fai mai. Questo pensiero mi fa venire in mente “ L’orologiaio”, una poesia di Gianni Rodari. Gianni, secondo te i momenti no, i problemi, i periodi complessi capitano a tutti. Non rappresentano una condanna definitiva. Sono solo un guasto da riparare. Lo dico con le tue parole: “ … che ti dice segretamente l’orologio del tuo cliente? “ Mi racconta la storia del tempo che ha contato, del minuto felice e di quello sciupato. Cosa strana, mi dice, non ha segnato mai un giorno senza guai. Ci dev’essere un guasto….Io lo riparerò: e nella molla nuova ore nuove ci metterò: le più belle del mondo dal primo fino all’ultimo secondo.”” Eh, caro Gianni, tu cerchi di tirarmi su il morale. L’orologio Milan è ridotto molto male. Fosse solo per questo, io non perderei la speranza. Ma il problema è l’orologiaio! Con lui in carica il nostro orologio non batterà mai le ore della felicità. Peccato che tanti tifosi non l’abbiano capito. E riempiano lo stadio senza mai rivolgergli una contestazione. Senza lottare mai per un cambio di orologiaio. I ringraziamenti rivolti a questi tifosi dall’orologiaio inetto sono la prova della loro colpa.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: large;">Insomma, rimugino i miei pensieri, mentre aspetto la partita con il Lecce in uno stato di sostanziale apatia. Anzi, a dire il vero, non l’aspetto neppure. Mamma mia, il Benfica. Guardicchio gli Orrendi. Il 2 a 0 della Roma mi piace, sì. Però non sono tranquilla. Infatti…. Be’, almeno non hanno vinto. Mi giunge notizia di un Marotta partecipe alla riunione di emergenza indetta dalla Figc, per sventare la minaccia di commissariamento da parte del Coni. Mastico amaro. Non si muove foglia che Don Beppe non voglia. E nessuno che si ribelli, eh! Maledizione al secchio! Il Procuratore generale dello Sport Taucer, smentendo l’archiviatore selettivo Chinè, contesta la scelta di aver ammesso la candidatura di Malagò, nonostante l’assenza di tesseramento. La mia perplessità sta nel fatto che l’accusa viene rivolta al segretario generale della Figc Brunelli. Non al capo dell’Ufficio legislativo Viglione. Cos’avranno pensato quelle menti geniali, illuminate da Marotta? Secondo me pensano di sacrificare Brunelli, additandolo come l’unico responsabile dell’errore, per evitare il commissariamento. E di sostituire Malagò con l’ultrà interista Viglione. Se la cosa vergognosa accade, io vado ai matti. Mi sorprende la sconfitta del Como. Mi aspetto la vittoria della Juve. Ora tocca a noi. Estupinan titolare. Moreira ancora fuori. Non ho parole. Almeno giocano Rabiot, Pulisic e Modric, dai. Saele trequartista di sinistra. Io lo vorrei sempre in campo, sì. Ma a destra, al posto di Chuck. Il gol di Pulisic è un capolavoro. Il gesto tecnico di un campione. Una fantastica prodezza individuale. Christian, ce ne hai messo di tempo per produrre questo gol. Una gravidanza di nove mesi. Be’, il parto è stato meraviglioso. Il Lecce non ci impensierisce. Noi, però, non diamo la sensazione di essere davvero incisivi e pericolosi in un primo tempo piuttosto soporifero. Nella ripresa la splendida azione che porta al raddoppio di Rabiot e poi il timbro del subentrato Moreira. Pratica archiviata senza affanno. Sono contenta, ma non coltivo illusioni per il futuro. Non ho capito l’ingresso dell’ectoplasma Loftus. Avrei voluto Cisse. E anche del tempo in più per Camarda. Gonzalo fa il maratoneta e non il centravanti. Così non va bene, Ruben. La vittoria regala 3 settimane di serenità. Non avessimo vinto…. mamma mia. Non provo nessuna empatia per la Nazionale, perché detesto la Federazione Interista Gioco Calcio. Lunghissima la sosta. L’assenza della Marotta League non mi spiace. Se ne è andato Mazzola, avversario di tante battaglie. Che la Terra ti sia lieve, Sandrino. L’orologiaio inetto mi inquieta, perché… Je suis Paolo Maldini. Je suis Zvonimir Boban.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: 14pt; color: #ff0000;"><strong>Chiara</strong></span></p>
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		<title>Pagelle Milan Lecce 3-0 del 20 settembre 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Max]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2026 22:31:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AC Milan]]></category>
		<category><![CDATA[Pagelle]]></category>
		<category><![CDATA[Partite]]></category>
		<category><![CDATA[Serie A]]></category>
		<category><![CDATA[Vado al Max]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Dopo la brutta sconfitta col Benfica di mercoledì scorso, il Milan ed Amorim erano chiamati ad un pronto riscatto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la brutta sconfitta col Benfica di mercoledì scorso, il Milan ed Amorim erano chiamati ad un pronto riscatto per affrontare la lunga sosta con più serenità senza far precipitare tutto l&#8217;ambiente nel consueto psico-dramma già a metà settembre.</p>
<p style="text-align: justify;">Missione compiuta, grazie anche all&#8217;inconsistenza di un Lecce francamente inguardabile che ha passato un&#8217;ora intera pensando solo a difendersi e che appena ha provato a mettere fuori la testa ha lasciato autentiche voragini dietro, prontamente sfruttate dai nostri in ripartenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcune cose positive vanno comunque sottolineate, innanzitutto la ritrovata vena realizzativa di un Pulisic al suo primo gol con la nostra maglia da inizio 2026, a seguire la crescita di condizione di un Rabiot letteralmente indispensabile per questa squadra, per finire con il lampo di un Moreira che continuando di questo passo si avvia a diventare la nota più lieta dell&#8217;ultimo mercato estivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Finalmente, Amorim sembra aver capito che i giocatori vanno messi nel loro ruolo (Rabiot sulla mediana e Moreira a sinistra, per dirne due) e soprattutto che adottare qualche piccola variazione tattica al suo modulo precodificato non è sacrilegio (stasera si è visto ad esempio una linea difensiva spesso schierata a 4, con Gila allargato a destra per dare più protezione a Chukwueze).</p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine sono 11 punti nelle prime 5 partite, nemmeno pochi se si pensa che siamo già andati due volte a Torino e una a Roma, chi vivrà vedrà.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-38576 size-full" src="https://jolly-franklin.94-76-254-44.plesk.page/v2/wp-content/uploads/2026/02/Rabiot-Bologna.jpeg" alt="" width="1200" height="674" srcset="https://jolly-franklin.94-76-254-44.plesk.page/wp-content/uploads/2026/02/Rabiot-Bologna.jpeg 1200w, https://jolly-franklin.94-76-254-44.plesk.page/wp-content/uploads/2026/02/Rabiot-Bologna-300x169.jpeg 300w, https://jolly-franklin.94-76-254-44.plesk.page/wp-content/uploads/2026/02/Rabiot-Bologna-1024x575.jpeg 1024w, https://jolly-franklin.94-76-254-44.plesk.page/wp-content/uploads/2026/02/Rabiot-Bologna-768x431.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Maignan: 6</strong> Serata di totale tranquillità grazie ad avanti giallorossi completamente inoffensivi</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gila: 6</strong> Un pò braccetto un pò terzino destro se la cava con disinvoltura in entrambi i contesti, pur senza brillare in fase di impostazione come in altre circostanze</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>De Winter: 6</strong> Prestazione tranquilla senza sbavature, sembra ormai il titolare designato in quella posizione</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pavlovic: 6,5</strong> Vale per lui il discorso fatto per i compagni di reparto, con l&#8217;aggiunta di una menzione di merito per il lancio preciso da cui nasce il nostro gol d&#8217;apertura (poi Pulisic ci mette molto del suo, d&#8217;accordo, ma lui la palla gliela mette)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chukwueze: 6-</strong> Sicuramente applicato ma poco incisivo, giocare a piede invertito gli fa perdere fatalmente un tempo di gioco rendendo i suoi movimenti facilmente prevedibili (<strong>Camarda: SV</strong>)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Modric: 7</strong> Qualora ce ne fosse bisogno chiarisce che il problema di questo Milan non potrà mai essere lui, risoluto nel recupero palla e magistrale come di consueto nella fase di impostazione e nel giro palla (<strong>Musah: SV</strong>)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rabiot: 7,5 (il migliore)</strong> Riportato nella posizione più consona e recuperata un minimo di condizione fisica mostra quanto possa essere il vero ago della bilancia di questa squadra, corre per lui e per Modric e blinda la partita dopo uno splendido scambio di prima con uno dei pochi giocatori capace di parlare il suo stesso linguaggio tecnico</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Estupinan: 6+</strong> Qualche controllo rivedibile ma tutto sommato non sfigura, facendo anche capire di aver imparato la lezione dell&#8217;Olimpico con una diagonale a salvare un gol quasi fatto (<strong>Bartesaghi: SV</strong> ma sembra il lontano parente del giocatore visto lo scorso anno nel girone d&#8217;andata)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pulisic: 7+</strong> Se sta bene è semplicemente irrinunciabile per questa squadra, il primo gol è un gioiello per tecnica, coordinazione e controllo (<strong>Loftus-Cheek: 5</strong> E&#8217; forse l&#8217;ultima fissa rimasta al Mister, speriamo che se le tolga velocemente dalla testa)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Saelemaekers: 6</strong> E&#8217; sempre difficile giudicare le sue prestazioni, perché come di consueto alterna buoni spunti e vivacità a banali errori di misura e giocate confuse, l&#8217;impegno comunque non manca mai (<strong>Moreira: 7</strong> Entra e punta subito la porta senza fronzoli, timbrando per la terza volta in due mezze partite, è evidente che il titolare a sinistra deve essere lui, a risolvere eventuali problemi di equilibrio ci pensi Amorim)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ramos: 6,5</strong> Il gol si fa ancora attendere ma la prestazione no, un mare di sponde per i compagni e un assist no look per Rabiot a suggellare l&#8217;azione più bella della partita</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Allenatore Amorim: 6,5</strong> Work in progress, ma gira che ti rigira forse sta iniziando a capire che il tempo degli esperimenti è finito, Modric-Rabiot sulla mediana, Pulisic titolare e Moreira a sinistra sono un buon viatico per fare cose sensate</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Max</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Se il buongiorno si vede dal mattino&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[seal]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Sep 2026 05:30:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sguardi rossoneri]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8230;siamo messi come nella gara di hyrox a Pechino. Con la hyroxissima sconfitta contro il Benfica è saltato il coperchio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&#8230;siamo messi come nella gara di hyrox a Pechino.<br />
Con la hyroxissima sconfitta contro il Benfica è saltato il coperchio sul progetto granitico, inteso come granita che si scioglie in questo caldo settembre, di Gerry Cardinale. Con uno stadio che si era già mezzo svuotato verso l’ottantacinquesimo minuto e non pochi fischi, il concetto è apparso chiaro: avete rotto. Tenendo conto che a San Siro il Milan aveva giocato una sola partita, direi che le hyroxate di Gerry non hanno attecchito anche perché alla quinta stagione hai voglia a raccontare favole, voli in elicottero, vision and mission e altre genialate pensando che alla fine tutti si sarebbero bevuti tutto dimenticando quanto fatto.<br />
No caro Gerry, il tifoso rossonero era già caricato a molla da quattro anni terrificanti ed era ovvio non te ne facesse passare mezza per il semplice fatto che tutti i jolly te li eri già giocati come peggio non potevi, con l’arroganza di chi non ne sa mi verrebbe da dire.<br />
E’ bastata la prima sconfitta ad aprire squarci profondi, anzi vere e proprie voragini ancor prima della sosta perché se c’è una cosa che Gerry sa far bene e lasciare chiunque in balia delle onde, possibilmente nascondendo il salvagente. Non è un caso se siamo sempre qui a sentire le solite cose: allenatore inadatto, senatori contro, preparazione deficitaria. In pratica ogni anno le stesse cose perché la società non esiste o forse non vuole esistere. Giusto la presenza di un allenatore amato da molti giornalisti e la presenza di un direttore sportivo avevano evitato la solita litania la stagione passata cercando di far muro, di far quadrato, ma anche lì fino a un certo punto perché poi sul finire l’allenatore era inadatto, i senatori erano contro e la preparazione atletica sbagliata. Stessa solfa, stesso modo di intorbidire le acque e nemmeno un salvagente.<br />
Qui non è questione di gioco, giocatori o altro, qui fare calcio è impossibile ma non per chissà quali strani scherzi del destino, semplicemente perché si fanno le cose al contrario o forse nemmeno così, in modo del tutto schizofrenico. E’ un eterno vortice di cose buttate lì: è come vedere qualcuno fare una lavatrice mettendoci un maglioncino di cashmere, due scarponi da trekking, la camicia di seta, un asciugamano pieno di sabbia, una maglietta arancione presa dai cinesi a 3 euro e lavare tutto a 90°. Cosa cavolo speri di ottenere? La cosa comica è fare poi lo stupito se il maglioncino va bene per la bambola o la camicia è maculata.<br />
La gente è stufa, non ne può più, perché se non ne azzecchi mai una e sei anche così misero da non difendere le tue stesse scelte perché dovrebbe farlo qualcun altro? Perchè dovrebbero farlo i tifosi al posto tuo che se l’arbitro chiama il fuorigioco pensi stia chiedendo un hotdog e una birra? Essere a metà settembre con già due giorni da ok corral è allucinante, io davvero mi domando come si possa pensare che tutto ciò sia minimamente normale, come un proprietario lo possa pensare ancorché ignorante calcisticamente. Jim Carrey in <i>bugiardo bugiardo</i> direbbe “basta con le stronzate!” perché ormai sembriamo un tomo dal titolo “come non fare calcio: tutte le minchiate passo per passo” e secondo me prima o poi diventeremo un caso studio.<br />
Il tifoso è stufo, perché come nella gara di hyrox si continua a far ca***e e non ci si ferma come fosse tutto normale, tutto lecito, tutto accettabile ma non è così e mai lo sarà fin quando qualcuno tiferà. Gli insulti, le prese in giro e tutto il resto ormai fanno il giro del mondo e caro Gerry la tua reputazione elevata dal Milan come fiore all’occhiello di red bird (andate sul sito e capirete a cosa mi riferisco) non può che ritorcerti contro dopo anni di nulla cosmico sotto la tua gestione.<br />
Mi raccomando continua così lasciando allenatore e squadra nel frullatore così aggiungiamo un altro capitolo al tomo su come non fare calcio per le future generazioni di proprietari e dirigenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Seal</strong></em></span></p>
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		<title>Umarell</title>
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		<dc:creator><![CDATA[seal]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 08:09:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sguardi rossoneri]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Milan è un cantiere aperto e non potrebbe essere altrimenti, ci son cose che vengono bene, altre malissimo, prestazioni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il Milan è un cantiere aperto e non potrebbe essere altrimenti, ci son cose che vengono bene, altre malissimo, prestazioni deficitarie, altre positive e così via. Noi tifosi ormai stanchi da anni di nulla cosmico, con l’inframezzo di uno degli scudetti più belli della nostra storia, siamo diventati un po’ degli umarell pronti ad ispezionare ogni singolo aspetto che non ci torna, anche il più futile, pronti a suggerire all’allenatore o al giocatore di turno la mossa migliore. Non c’è niente di strano, siamo tifosi, diciamo che avere una società in cui non si ripone nessuna fiducia a mio avviso si riverbera su un allenatore nuovo e la nuova rosa in maniera più aspra di quanto si dovrebbe, non fosse altro che son qua da un paio di mesi, un po’ presto per me per emettere sentenze. Ovvio ci siano elementi macroscopici che fan gridare allo scandalo tanto da far tirar fuori il santino di Germano Mosconi (loftus-cheek su tutti), ma per essere una squadra data dalla maggior parte di noi milanisti fuori dalle coppe, forse è giusto valutare le cose con più freddezza e meno con le braccia dietro la schiena davanti a una rete.<br />
Questo Milan ha mostrato la sua versione migliore contro il Torino al debutto per poi toccare il punto più basso contro la juventus sempre a Torino, ma indipendentemente da quanto uno valuti più o meno buone o cattive le partite disputate, stiamo parlando di una squadra che si presenta con un assetto e uomini ben diversi dall’anno scorso. Tolto Maignan, l’unico difensore confermato è pavlovic, a centrocampo Rabiot e Modric, in attacco nessuno. E’ un cambio totale di uomini che porta con sé un cambio di caratteristiche, caratteri e automatismi a cui si aggiunge un nuovo modulo e un nuovo modo di interpretare la partita. E’ chiaro che Amorim ha tutto da dimostrare, ma deve avere anche il tempo di farlo pur essendo scontato che taluni esperimenti ci fanno storcere il naso in quanto il valore di certi calciatori lo conosciamo fin troppo bene.<br />
Da umarell quali siamo noi tifosi le critiche e i ragionamenti si sprecano, specie con accezione negativa, però dovremmo notare anche quelle cose positive che comunque ci sono a partire dall’ultima ossia l’azione che porta al 2-1 di Moreira: tutto ben fatto, tutto di tecnica, tutto in velocità. Un’altra cosa che dovremmo notare è che su sette gol fatti ben cinque sono di nuovi giocatori offensivi a significare che se si dovessero confermare nel resto della stagione ci direbbero che non è tutto da buttare o sbagliato. Tra le cose buone ad oggi ci sono anche Musah e Chukwueze ed aggiungo un più che incredulo “chi lo avrebbe mai detto” a riguardo. Per il modo di giocare di Amorim Musah mi sembra indispensabile oltre a sembrare un giocatore completamente diverso rispetto a quello visto in precedenza, così come Chukwueze. Sono troppo scottato per ritenerli dei buoni giocatori, ma è giusto dire che ad oggi c’è un Milan con loro e un Milan ben diverso senza loro in campo ed è stupefacente.<br />
Non sono qui a fare il pompiere avendo pronosticato il Milan a 20-30 punti dalla vetta però ci sono dei fatti: Alphadjo ha già segnato gli stessi gol di Nkunku su azione, Moreira ha solo due spezzoni in campo e alla seconda si presenta con una pregevole doppietta. A me sembra che questa squadra possa schierare nell’undici titolare un bagaglio tecnico ben superiore in fase offensiva rispetto all’anno scorso quando vita e miracoli in avanti passavano solo e soltanto da leao, pulisic e rabiot.</p>
<p style="text-align: justify;">Da umarell quali siamo la partita di domani sera contro il Benfica rappresenta un bel banco di prova pur non essendo in nessun modo decisiva grazie alla nuova formula delle coppe europee studiata per escludere dai “campionatini” solo le impresentabili ossia 12 squadre su ben 36. Ci sarà da capire come il farfallone De Winter si destreggerà con un attaccante come Pavlidis, quanto turnover farà Amorim e soprattutto se il tecnico portoghese finalmente accantonerà alcune scelte che noi umarell vediamo come sangue agli occhi fin da prima del suo arrivo. Milan-Benfica poi è un classico da due finali di coppa dei campioni, una partita che noi rossoneri ormai non più giovani se non umarell ricordiamo con piacere. L’aria di coppa a noi milanisti risveglia sempre qualcosa di romantico, che i nostri la onorino fino in fondo perché alzare trofei è l’aspettativa di ogni tifoso e come direbbe Max di arrivare quarti me ne batto il belino.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Seal</strong></em></span></p>
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		<title>Uccello Rosso, non avrai il mio scalpo!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 05:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Voglio essere Chiara]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Dottor Jekyll e Mister Hyde a noi fanno un baffo. Primo tempo orripilante di una squadra morta più delle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_40769" aria-describedby="caption-attachment-40769" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-40769" src="https://jolly-franklin.94-76-254-44.plesk.page/v2/wp-content/uploads/2026/09/Moreira-gol-Lazio-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /><figcaption id="caption-attachment-40769" class="wp-caption-text">Mi hai fatto emozionare, ragazzo.</figcaption></figure>
<p align="justify"><span style="font-size: large;">Il Dottor Jekyll e Mister Hyde a noi fanno un baffo. Primo tempo orripilante di una squadra morta più delle foglie di Prévert. Secondo buono. Sarà mica dipeso anche dal fatto che Estupinan e Loftus sono stati sostituiti da due giocatori di calcio? L’Omino di burro, scusa Collodi, e l’Omone di marmo, di fronte al quale la Pietà di Michelangelo impallidisce, hanno fatto danni irreparabili. Qualcuno particolarmente perfido dice che quei due sono inutili. Il malvagio sbaglia! Sono dannosi. Continuare a schierarli titolari è un crimine. Grande prestazione di Moreira. Il ragazzo portoghese è riuscito ad emozionare pure una come me, che è stata distrutta e resa apatica dall’Uccelllo Rosso e dai suoi sostenitori. Diego, con le sue discese impetuose, mi ha ricordato, ho pudore a dirlo, Theo. I gol sono stati gemme preziose. E il mio cuore ha cominciato a battere. Nel primo tempo, oltre che dalla prestazione indecorosa, sono stata schifata dall’immagine di Gerry nostro, presente in tribuna come fanno i veri tifosi del suo livello. Vedendolo, dal profondo dell’anima mi sono sgorgati pensieri carini del tipo: “ Vattene, maledetto! Mi fa schifo vederti. Non passeresti l’esame di coscienza neppure copiando. Dividiamoci. Io vado destra e tu a fa’n…. bagno ( Non ho detto proprio così). Uccello Rosso, non avrai il mio scalpo!” Certo il mio scalpo non l’avrà. Continuerò a combatterlo, senza arrendermi. Ma neanch’io avrò, almeno a breve, il suo. E temo che lui finirà per scalpare del tutto il Milan. Mi sa che dovrei gonfiare palloncini invece di parlargli. Almeno non sarebbe fiato sprecato.</span></p>
<figure id="attachment_40768" aria-describedby="caption-attachment-40768" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-40768" src="https://jolly-franklin.94-76-254-44.plesk.page/v2/wp-content/uploads/2026/09/Ibra-scomparso-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /><figcaption id="caption-attachment-40768" class="wp-caption-text">Vietato andare a &#8220;Chi l&#8217;ha visto?&#8221;</figcaption></figure>
<p align="justify"><span style="font-size: large;">Il mio umore all’intervallo è nerissimo. Dai, Dazn, toglimi presto il segnale, che ho dato la disdetta. Sono stanca di vedere i nostri scempi. Mi spiace di non poter seguire in diretta il Mantova. Ma non ne posso più neanche della Marotta League. Gli Orrendi, reduci dalle fatiche madrilene del Martedì, devono smaltire le tossine, poverini. Quindi giocheranno Lunedì la comoda partita casalinga con l’Udinese. E Butti è ancora lì, beffardo e arrogante. Io? Schiumo di rabbia. Ho scritto una gagliarda lettera a Malagò…. Scommetto che noi, dopo gli impegni del Giovedì, scenderemo in campo la Domenica. Magari molto lontani da S. Siro dopo una trasferta di Coppa. E neppure sempre alla sera. Peccato che non possano proprio metterci al Sabato. Altrimenti l’avrebbero fatto. Perdere contro la Lazio mi sarebbe spiaciuto. Non solo perché i suoi tifosi si sono gemellati in maniera orrenda. Non solo perché è una squadra costruita in estrema economia, anche se, mi pare, con buon senso. Ecco, io voglio bene a Rino. Lo ringrazio per tutto quello che ci ha dato in campo. Ho adorato il giocatore. Come allenatore, però, mi sembra una ciofeca. Se Amorim si fa incartare pure da Gattuso, pensavo…. E non escludevo del tutto l’ipotesi, visti anche i due fulmini di guerra schierati come quinto di sinistra e come trequartista. Le partite di Champions mi hanno provocato una tristezza sfociata in profonda malniconia. Noi la Champions l’abbiamo buttata via. Ibra, sei stato davvero bravo con le tue telefonate personali ai giocatori. Hai cercato di metterli contro l’allenatore, di distruggere un gruppo che si era creato nonostante i miasmi societari. Ah, no. Ad avvelenare i pozzi, a rendere il clima tossico a Milanello siamo noi tifosi criticoni. Quelli intelligenti dicono che dovremmo andare a tifare Inter oppure comprarlo noi il Milan. Dove sei adesso, Zlatan? Non si sente più parlare di te. Dovunque tu sia, restaci. Specialmente se il luogo è lontano. Se disgraziatamente torni, io ti accolgo con un vaffa. Un vaffa che non è un’offesa, ma un atto di cortesia per indicarti la giusta via per giungere a destinazione.</span></p>
<figure id="attachment_40770" aria-describedby="caption-attachment-40770" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-40770" src="https://jolly-franklin.94-76-254-44.plesk.page/v2/wp-content/uploads/2026/09/Le-bugie-300x296.png" alt="" width="300" height="296" /><figcaption id="caption-attachment-40770" class="wp-caption-text">Io sì!</figcaption></figure>
<p align="justify"><span style="font-size: large;">I cartonati prescritti impuniti e impunibili sono usciti a testa alta dal Bernabeu, come è loro costume. Che dire? Fortunatamente hanno perso. Altrimenti i peana che hanno esaltato la loro prestazione sarebbero stati ancor più nauseabondi. Gli Orrendi sono riusciti a sfatare un luogo comune. Quale? Le bugie hanno le gambe corte. Le loro le gambe le hanno lunghissime. Ma continuerò a lottare per smascherarle. Complimenti al Como. Sto attenta a non esagerare, perché altrimenti quelli che se ne intendono mi dicono che il suo progetto è fragile e destinato a sgretolarsi. Oddio, è molto difficile mantenersi ad alti livelli in una realtà piccola come quella comasca. Per Gerry, invece, il problema non si pone. Lui non ci porta in alto e quindi non ha la difficoltà di mantenerci lì. E’ un saggio. Dunque, i ricchi Indonesiani Hartono hanno preso il Como in serie D nel 2019. In 7 anni l’hanno portato in Champions, potendo contare su un bacino di utenza minuscolo. Suppongo che, oltre a investirci dei soldi, abbiano assunto delle persone che si intendono di calcio. A occhio e croce almeno come Almstadt, Gardiner e Lomonte. Con dirigenti di tale calibro non sorprende il fatto che il Siviglia abbia avuto Fofana in prestito gratuito e paghi solo una parte irrisoria del suo stipendio. Pazzesco. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: large;">Gerry nostro ci ha preso da Campioni d’Italia. In 4 anni ci ha portato dite voi dove, potendo contare su un bacino d’utenza enorme. Il suo sistema olistico non ci ha ancora mandato in serie B. Vediamo come andranno le cose nei 3 anni che mancano per arrivare ai 7 degli Hartono.…. Bah! Chissà cosa accadrà. I tifosi veri aspettano fiduciosi e nutrono sogni di gloria. E io? Io…. Uccello Rosso, non avrai il mio scalpo! Mi viene in mente una frase di Einstein. L’immaginazione è tutto. E’ l’anteprima delle attrazioni che la vita può darti. A me l’Uccello Rosso ha ucciso l’immaginazione. E’ un assassino di emozioni. Ma Moreira, ho paura a dirlo, ha toccato qualche corda del mio cuore. Amorim, sveglia! Diego deve giocare a sinistra, per poter fare le sue scorribande e inserirsi sul secondo palo, quando il gioco si snoda dall’altra parte. Serve, però, qualche accorgimento per dare equilibrio alla squadra, evitando che sia troppo sbilanciata. Non è facile, visto che la rosa è costruita male. Difficile giocare con Diego e Chuck dall’inizio. Meglio mettere Saele a destra. Quanto ai due centrocampisti centrali…la veggo dura. Cominciare ancora con Estupinan e Loftus è un atto criminale. Vuoi proprio continuare a fare l’asino per trovarti in sintonia con Gerry, Ruben? Il pareggio, anche se insperato dopo il disastroso primo tempo, non è un risultato entusiasmante. Fotografa la partita a due volti e, purtroppo, anche le nostre prospettive stagionali. Ci aspettano Benfica e Lecce. Voi siete ottimisti, ragazzi? Io? Je suis Paolo Maldini. Je suis Zvonimir Boban.</span></p>
<p align="justify"><strong><span style="font-size: 14pt; color: #ff0000;">Chiara</span></strong></p>
<p align="justify">
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		<title>Pagelle Lazio Milan 2-2 del 12 settembre 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Max]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2026 20:19:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AC Milan]]></category>
		<category><![CDATA[Pagelle]]></category>
		<category><![CDATA[Partite]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Serie A]]></category>
		<category><![CDATA[Vado al Max]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Questa sera all&#8217;Olimpico è andata in scena una partita semplicemente folle, che definire a due facce è persino riduttivo. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Questa sera all&#8217;Olimpico è andata in scena una partita semplicemente folle, che definire a due facce è persino riduttivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella prima frazione la Lazio ha dominato in lungo e in largo, e se si è chiusa con soli due gol di scarto gran parte del merito va ascritto a Maignan, autore di almeno due o tre interventi decisivi (strepitosa in particolare l&#8217;uscita a salvare su Zaccagni lanciato a rete).</p>
<p style="text-align: justify;">Il Milan non ci ha capito letteralmente nulla, costantemente in inferiorità numerica in mezzo al campo e preso sempre d&#8217;infilata dagli uno-due laziali a destra, a sinistra e al centro. Modric e Rabiot irriconoscibili, difensori centrali traballanti, Loftus-Cheek ed Estupinan del tutto impresentabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Un colpevolissimo Amorim ha avuto quanto meno il merito di capire quanto fossero sbagliate le sue scelte iniziali, e nell&#8217;intervallo ha rivoltato la squadra come un calzino con cambi rivelatisi ben presto azzeccati (Musah, Pulisic e soprattutto Diego Moreira, vero e proprio game changer capace di rimettere in carreggiata il match con la sua splendida doppietta).</p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine questa partita lascia un grande dubbio e una solida certezza, il primo è se il Modric attuale possa ritenersi funzionale ad un sistema di gioco fondato sul pressing e sulla riaggressione alta, la seconda è che Loftus-Cheek ed Estupinan vanno spediti su Saturno con un biglietto di sola andata.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-40764" src="https://jolly-franklin.94-76-254-44.plesk.page/wp-content/uploads/2026/09/moreira.webp" alt="" width="750" height="573" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Maignan: 6,5</strong> Stasera vibrazioni del vero Mike, attento reattivo e favoloso su Zaccagni in uscita</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gila: 5,5</strong> Primo tempo male male, forse tradito dall&#8217;emozione per il ritorno nel suo vecchio stadio, cresce nella ripresa ma abbiamo visto prestazioni migliori da parte sua</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>De Winter: 5,5</strong> Vale un pò lo stesso discorso fatto per il compagno di reparto, con l&#8217;aggiunta di un tocco di goffaggine sul raddoppio di Noslin, meglio nella ripresa quando Pinamonti gli dà un punto di riferimento più preciso in marcatura</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pavlovic: 6</strong> Dalle sue parti gravita la sciagura ecuadoregna e questo probabilmente lo limita parecchio nelle sue avanzate, che diventano infatti più continue nella ripresa</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chuckwueze: 6</strong> Nuno Tavares fa il bello e il cattivo tempo sulla sua fascia per tutta la prima frazione mettendone a nudo le carenze in fase difensiva, il buon Chuku però ha il merito di non abbattersi restando in partita fino alla fine</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Modric: 5</strong> Probabilmente la sua peggior partita con la nostra maglia, sbaglia diversi appoggi facili per uno come lui e appare abbastanza spaesato all&#8217;interno di una mediana non in grado di proteggerlo per mettere in risalto le sue qualità (<strong>Musah: 7</strong> Voglia, energia e pressing costante, il centrocampista titolare che non ti aspetti nelle gerarchie di inizio stagione)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rabiot: 6</strong> E&#8217; ancora visibilmente in ritardo di condizione ma conforta la crescita mostrata con il passare dei minuti fino a confezionare l&#8217;assist del pareggio, deve giocare in mediana e crescere nella tenuta perché da lui passerà inevitabilmente il miglioramento di tutta la squadra</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Estupinan: 3</strong> Inconcepibile il modo in cui si perde Cancellieri alle spalle e molto molle anche nella diagonale su Noslin, ho detto Saturno ma forse è troppo vicino (<strong>Moreira: 8 il migliore</strong> &#8211; Entra e spacca la partita con due gol di splendida fattura, spinge come un forsennato e dà anche una bella mano in fase di ripiegamento, giocasse sempre così 50kk sarebbero fin pochi)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Loftus-Cheek: 4</strong> L&#8217;emblema della sua partita è la goffa rincorsa per cercare di contenere Tavares nell&#8217;azione del primo gol laziale, con spanciata finale per le terre&#8230;potrebbe forse avere una sua utilità portando una spruzzata di esperienza in Milan Futuro (<strong>Pulisic: 7</strong> Il ritorno di Captain America è una delle belle notizie di serata, entra deciso e cattivo e fa vedere quanto possa essere imprescindibile per questa squadra quando sta bene, impegna Mandas con un bel rasoterra e confeziona l&#8217;assist per il primo gol di Moreira)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cisse: 6,5</strong> Quello che colpisce di questo ragazzo che non ha ancora compiuto vent&#8217;anni è la maturità del veterano con la quale entra in campo, fa quasi sempre la cosa giusta e ha una forza nelle gambe che gli consente di proteggere palla resistendo a tutti gli urti (<strong>Hutchinson: SV</strong> ma da rivedere con curiosità)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ramos: 5,5</strong> Corre e si sbatte ma non la struscia praticamente mai, col tempo capiremo se è la squadra che per ora non riesce a sostenerlo a dovere o se è destinato ad allungare la sequenza horror della nove (<strong>Camarda: SV</strong>)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Amorim: 5</strong> Chi non fa non sbaglia ma caro Ruben certe scelte dopo quasi due mesi di lavoro a stretto contatto con i tuoi uomini sembrano decisamente incomprensibili, lodevole il fatto che tu sia riuscito a metterci una pezza ma la speranza è che tu abbia finalmente capito che è meglio mettere i giocatori nel proprio ruolo, accantonando definitivamente le pippe impresentabili</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Max</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tutti Paz per Nico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Max]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2026 12:54:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AC Milan]]></category>
		<category><![CDATA[Vado al Max]]></category>
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					<description><![CDATA[Mi perdonerete se per una volta non scrivo di Milan, ma semplicemente di calcio (anche perché Milan e calcio, ultimamente, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Mi perdonerete se per una volta non scrivo di Milan, ma semplicemente di calcio (anche perché Milan e calcio, ultimamente, hanno la sembianza di due rette parallele, destinate a non incontrarsi mai).</p>
<p style="text-align: justify;">Ma dopo aver visto il Como dal vivo a Marassi venerdì scorso e in TV ieri sera in Champions mi è venuta voglia di buttare giù due righe in libertà.</p>
<p style="text-align: justify;">Dato che ormai le primavere alle mie spalle iniziano ad essere parecchie, mi capita spesso di fare dei raffronti tra i calciatori di oggi e quelli del passato, alla ricerca di analogie e somiglianze: ebbene, se dovessi paragonare Nico Paz a un calciatore italiano del passato, il nome che viene in mente in modo più naturale è quello di Roberto Mancini.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo accostamento nasce da specifiche caratteristiche tecniche e di lettura del gioco che accomunano il talento argentino all&#8217;ex fuoriclasse blucerchiato.</p>
<p style="text-align: justify;">Innanzitutto la posizione di &#8220;Nove e mezzo&#8221;: esattamente come Mancini, Nico Paz non è un attaccante puro e non è un centrocampista classico, è quel profilo di trequartista moderno che ama svariare sulla trequarti, legando il centrocampo all&#8217;attacco e muovendosi con una classe che appartiene a un&#8217;altra epoca.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi eleganza e primo controllo: entrambi condividono una coordinazione innata e la capacità di orientare il corpo per saltare l&#8217;uomo già con il primo tocco, mantenendo la palla incollata al sinistro (nel caso di Paz) o al destro (Mancini)</p>
<p style="text-align: justify;">Così come la visione di gioco &#8220;periferica&#8221;: Nico Paz dimostra una sensibilità straordinaria nel servire assist e nel vedere linee di passaggio prima degli altri, una dote che è stata il marchio di fabbrica di tutta la carriera di Mancini.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Mancio, soprattutto ad inizio carriera, rispetto a Nico era più 9 che 10, agiva molto più da seconda punta classica o &#8220;nove&#8221; d&#8217;appoggio accanto a Trevor Francis prima e Gianluca Vialli poi, aveva una presenza in area di rigore e un&#8217;indole realizzativa che Nico Paz, al momento, esprime meno, dato che l&#8217;argentino nasce e si muove prevalentemente da dieci puro o sottopunta moderno.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, l&#8217;analogia che scatta nella mente guardandoli è legata proprio a quell&#8217;estetica del gioco, alla loro arroganza tecnica: quella postura elegante, a testa alta, con cui Nico Paz riceve la palla a centrocampo e punta l&#8217;avversario sfida le leggi fisiche del calcio moderno, esattamente come faceva Mancini ai tempi, ed il modo in cui Paz manda in porta i compagni con filtranti che gli altri non vedono nemmeno dalla tribuna è lo stesso spartito che Mancini ha suonato per anni a Genova.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-38421 size-full" src="https://jolly-franklin.94-76-254-44.plesk.page/v2/wp-content/uploads/2026/01/Fabregas-Allegri.jpg" alt="" width="1920" height="1080" srcset="https://jolly-franklin.94-76-254-44.plesk.page/wp-content/uploads/2026/01/Fabregas-Allegri.jpg 1920w, https://jolly-franklin.94-76-254-44.plesk.page/wp-content/uploads/2026/01/Fabregas-Allegri-300x169.jpg 300w, https://jolly-franklin.94-76-254-44.plesk.page/wp-content/uploads/2026/01/Fabregas-Allegri-1024x576.jpg 1024w, https://jolly-franklin.94-76-254-44.plesk.page/wp-content/uploads/2026/01/Fabregas-Allegri-768x432.jpg 768w, https://jolly-franklin.94-76-254-44.plesk.page/wp-content/uploads/2026/01/Fabregas-Allegri-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p style="text-align: justify;">E allargando un pò la visione, per certi versi anche il progetto tecnico del Como (con i dovuti distinguo legati ai diversi contesti) mi ricorda quello della Samp di Mantovani: una squadra costruita con gradualità facendo crescere assieme tanti giovani di talento.</p>
<p style="text-align: justify;">Il paragone tra il Como della famiglia Hartono e la Sampdoria di Paolo Mantovani coglie l&#8217;essenza di una filosofia societaria rara nel calcio moderno, pur con le ovvie differenze generazionali e di budget globali.</p>
<p style="text-align: justify;">Quella Sampdoria nacque da un&#8217;idea precisa: comprare giovani di immenso talento, metterli nelle mani di maestri di calcio e lasciarli crescere insieme anno dopo anno, creando un blocco unico, quasi familiare.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono tre analogie fortissime che collegano i due progetti: <strong>la programmazione e la pazienza</strong> innanzitutto, Mantovani non pretese tutto e subito, costruì la squadra un pezzo alla volta; così anche il Como, pur disponendo di una proprietà ricchissima, ha scalato le categorie con una crescita graduale, investendo sulle strutture, sul centro sportivo e su un&#8217;idea di calcio a lungo termine guidata da Cesc Fàbregas.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi <strong>l&#8217;attrattiva dell&#8217;ambiente</strong>: Genova allora, come Como oggi, offriva un contesto ideale, città splendide, piazze calde ma che sanno rispettare la vita privata dei calciatori, dove si può lavorare senza le pressioni asfissianti di Milano o di Roma. Nico Paz, Diao o Baturina hanno scelto Como per il progetto e per l&#8217;ambiente, proprio come i giovani degli anni &#8217;80 sceglievano la sponda blucerchiata.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine <strong>il &#8220;Maestro&#8221; in panchina</strong> come magnete: se la Sampdoria ebbe in Vujadin Boškov il perfetto gestore e psicologo, il Como ha in Cesc Fàbregas una figura mitologica per i giovani, ed il fatto che un campione del mondo ti chiami al telefono per spiegarti come vuole farti giocare ha lo stesso identico impatto di quando Mantovani affascinava i giocatori con la sua signorilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente il calcio di oggi è molto più rapido e globalizzato, e trattenere i talenti a lungo come fece Mantovani con i &#8220;Gemelli del Gol&#8221; è la sfida più difficile per il Como attuale, ma sono convinto che presto o tardi i lariani, come quella Sampdoria, siano destinati a vincere, in Italia come in Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">Trovate delle differenze di progettualità con il Milan attuale?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Max</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Roberto Donadoni: l’arte della fascia e la classe infinita del primo grande colpo berlusconiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Harlock]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 05:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Ritratti]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; ​Estate 1986. Una folla entusiasta e trepidante si raduna nell’iconica cornice dell’Arena Civica di Milano per riabbracciare i propri [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">​Estate 1986. Una folla entusiasta e trepidante si raduna nell’iconica cornice dell’Arena Civica di Milano per riabbracciare i propri beniamini in occasione del primo, leggendario raduno estivo dell’era targata Silvio Berlusconi. All&#8217;improvviso, dagli altoparlanti posizionati attorno al campo si diffondono le note solenni della “Cavalcata delle Valchirie” di Wagner e dal cielo milanese scendono maestosi gli elicotteri che trasportano i giocatori rossoneri. Da uno di quei velivoli scende una faccia nuova per l&#8217;ambiente: è un ragazzo bergamasco nato a Cisano Bergamasco, dai capelli ricci e scuri, destinato ad entrare a pieno titolo e dalla porta principale nella storia di questo club. Fuori dal campo questo giovane è schivo, timido, riservato, quasi inclino a scomparire quando si spengono i riflettori. Non ama le copertine patinate, parla poco e preferisce far parlare i fatti all&#8217;interno del rettangolo di gioco. Proviene dall’Atalanta e il suo nome è <em><strong>Roberto Donadoni</strong></em>.</p>
<p style="text-align: justify">​L&#8217;operazione che lo porta a Milano rappresenta una vera e propria spaccatura nella geografia del calcio italiano dell&#8217;epoca. La società di Bergamo ha da sempre un canale privilegiato ed un rapporto solidissimo con la Juventus, perchè praticamente tutti i suoi pezzi pregiati, da Gaetano Scirea ad Antonio Cabrini, finiscono per vestire la maglia bianconera.</p>
<p style="text-align: justify">In quella primavera del 1986, però, il filo si spezza. Dopo aver rilevato il club da Farina, Silvio Berlusconi irrompe con decisione sul gioiello dell’Atalanta, che la Juventus con eccessiva superficialità sentiva già suo, mentre anche la Roma prova ad inserirsi nella corsa. L&#8217;Atalanta si trova in evidente difficoltà di fronte allo strappo, ma il nuovo presidente rossonero sbroglia la matassa invitando ad Arcore il patron bergamasco <em><strong>Achille Bortolotti</strong></em> per una cena decisiva. Mentre <strong>Giampiero Boniperti</strong> va su tutte le furie a Torino per l&#8217;improvviso stop alle comunicazioni, Donadoni ci mette del suo, facendo pressione sul proprio direttore sportivo per coronare il sogno rossonero. Un desiderio nato da bambino, come lui stesso ricorda:<em><strong><span style="color: #0000ff"> &#8220;Al di là del mio tifo per il Milan, mi specchiavo in Rivera: quasi ogni sua giocata ti lasciava a bocca aperta… quando misi le mie prime Adidas Rivera, nere con strisce rosse, mi sembrava di volare&#8221;.</span></strong></em></p>
<p style="text-align: justify">Il 30 aprile 1986, per quattro miliardi di lire più i cartellini di Andrea Icardi e Giuseppe Incocciati, il trasferimento diventa ufficiale. Il primo grande affondo alla Vecchia Signora è servito, provocando persino l&#8217;amarezza di <strong>Gianni Agnelli</strong>, che commenta sbalordito l&#8217;impatto del nuovo patron milanista sul sistema calcio.</p>
<p style="text-align: justify">​Al suo primo anno a Milano, Roberto si inserisce con naturalezza e classe negli schemi di Nils Liedholm. Nonostante i ritmi compassati del gioco del Barone, riesce a dare un&#8217;immediata accelerazione alla manovra e ad alimentare con continuità un ispiratissimo Pietro Paolo Virdis. L&#8217;annata vedrà poi il subentro di Fabio Capello per le ultime battute e la vittoria nello spareggio di Torino contro la Sampdoria per conquistare un posto in Coppa UEFA, ma la vera svolta epocale deve ancora compiersi.</p>
<p style="text-align: justify">​Con l’arrivo di <strong>Arrigo Sacchi</strong> sulla panchina rossonera, Donadoni compie il salto di qualità definitivo, trasformando la posizione di centrocampista, che giochi come ala pura sulla fascia destra oppure come mezzala al centro del campo, in una vera e propria forma d’arte. Sacchi rivoluziona il calcio mentalmente oltre che tatticamente, imponendo alla squadra di dominare sempre e comunque il gioco su ogni campo. Donadoni diventa il collante magico, il motore fluido e l&#8217;elemento tattico indispensabile che fa girare a meraviglia quella macchina perfetta. È l&#8217;anno dell’undicesimo scudetto, che si apre con una sua perla all&#8217;incrocio dei pali al debutto a Pisa e si conclude con il sorpasso esaltante sul Napoli di Diego Armando Maradona.</p>
<p style="text-align: justify">​Donadoni è il tipo di giocatore che accende istantaneamente la <strong>luce a San Siro.</strong> Quando riceve palla sulla linea di fallo laterale, nell&#8217;aria si respira un&#8217;attesa elettrica. I suoi dribbling sembrano giocate che nessun altro è in grado di replicare con pari disinvoltura. Il suo non è un semplice andare via in velocità sfruttando la potenza fisica: è stile puro, è eleganza applicata al pallone. Possiede una capacità di saltare l&#8217;uomo che oggi definiamo senza esitazioni &#8220;illegale&#8221;. La dinamica è un rito ipnotico: parte palla al piede, punta con decisione il diretto marcatore, esegue una doppia finta fulminea e scodella al centro un cross millimetrico.</p>
<p style="text-align: justify">​La sua immensa classe, tuttavia, cammina sempre di pari passo con un coraggio da leone. Il <strong>10 novembre 1988</strong> è una data che rimarrà per sempre scolpita nella sua vita e nella memoria di ogni tifoso. Nel recupero della famosa partita annullata il giorno prima per nebbia allo stadio Marakana di Belgrado contro la <strong>Stella Rossa</strong>, sul finire del primo tempo il numero sette rossonero ha uno scontro drammatico con il difensore slavo Vasilijević. Donadoni crolla a terra privo di conoscenza, battendo la testa sul terreno gelato. La scena è impressionante: Paolo Maldini e Alessandro Costacurta piangono abbracciati, Marco Van Basten si mette le mani nei capelli. Come racconta lo stesso Maldini, Roberto è immobile, con gli occhi rovesciati e i denti serrati a tal punto che risulta impossibile aprirgli la bocca. È il tempestivo intervento del <strong>dottor Monti</strong> a salvarlo dal soffocamento, raddrizzandogli la lingua in campo — la leggenda narra con l&#8217;aiuto di una penna Bic — e praticandogli le prime manovre d&#8217;emergenza che gli provocano la frattura della mandibola pur di riaprirgli le vie aeree. Donadoni rischia la vita, ma la statura di un campione si misura dal rientro: dopo settimane di stop torna in campo più solido e determinato di prima, guidando il Milan fino alla trionfale finale di Barcellona, dove lo Steaua Bucarest viene travolto per 4-0 in un Camp Nou completamente dipinto di rossonero.</p>
<p style="text-align: justify">​La sua partita perfetta, la prestazione che rappresenta un autentico saggio di onnipotenza tecnica, va però in scena il <strong>21 marzo 1990</strong> in una fredda e gelida notte di Coppa dei Campioni a San Siro contro i belgi del<strong> Malines</strong>. Dopo lo 0-0 dell&#8217;andata, Roberto decide di scaldare la platea disputando quella che tutti indicano come la gara migliore della sua intera carriera. La Gazzetta dello Sport gli assegna un grandioso 9 in pagella: dove c&#8217;è il pallone, c&#8217;è Roberto Donadoni. L&#8217;ala rossonera mette in mostra il più vasto e spettacolare repertorio di finte e sterzate, mettendo in crisi totale il difensore Leo Clijsters, costretto al fallo sistematico pur di fermarlo. Esasperato dai continui colpi ricevuti a palla lontana, ad un certo punto Donadoni accenna una reazione e viene espulso dall&#8217;arbitro. Sullo stadio cala un gelo improvviso, poi sciolto nei supplementari dalle reti di Van Basten e Simone. Ma quel cartellino rosso ha un prezzo salatissimo: tre giornate di squalifica che gli toglieranno la gioia di scendere in campo nella finale di Vienna vinta contro il Benfica.</p>
<p style="text-align: justify">​Con un palmarès da capogiro composto da sei scudetti, tre Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, tre Supercoppe Europee e quattro Supercoppe Italiane in 390 partite ufficiali, Donadoni incarna il simbolo eterno dell&#8217;appartenenza ai colori rossoneri. Persino dopo l&#8217;esperienza negli Stati Uniti con i NY/NJ MetroStars, risponde presente alla chiamata di casa per dare una mano e vincere da protagonista lo scudetto del Centenario nel 1999.</p>
<p style="text-align: justify">Come sintetizza perfettamente Arrigo Sacchi, <em><strong><span style="color: #0000ff">&#8220;la fortuna l’ho avuta io a trovare lui e non lui a trovare me, è sempre stato pronto a dare tutto quello che poteva e anche oltre&#8221;</span>.</strong></em> Se oggi il Milan è riconosciuto nel mondo per lo stile e la bellezza del suo gioco, lo deve a questo straordinario signore del calcio che ha saputo rendere la fascia destra il posto più bello del mondo.</p>
<p style="text-align: justify">​Oggi, è il 9 settembre, nel giorno del tuo compleanno, ci tengo a prendermi un momento per dirti semplicemente grazie. Tanti auguri, Roberto: per me che sono cresciuto ammirando la tua classe e la tua dedizione, e per tutto il popolo rossonero che ha visto la poesia prendere forma sui tuoi piedi, sarai per sempre il nostro simbolo di eleganza e coraggio. Buon compleanno, Campione.</p>
<p><em><strong>W Milan</strong></em><br />
<span style="color: #ff0000"><em><strong>Harlock</strong></em></span></p>
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		<title>Vedi Omari quanto è bello</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 05:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Voglio essere Chiara]]></category>
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					<description><![CDATA[Che mi dite di questo pareggio allo Stadium, ragazzi? Lascia un retrogusto un po’ amaro per il gol preso nel [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-size: large;">Che mi dite di questo pareggio allo Stadium, ragazzi? Lascia un retrogusto un po’ amaro per il gol preso nel recupero? Certo, a vittoria arraffata non si guarda in bocca. Non bisogna essere schizzinosi. Un unico lampo nella serata grigia. Il meraviglioso gol di Cisse. Difenderlo con in campo Estupinan, Loftus, Musah, Terracciano non era facile, pur contro una Juve tutt’altro che irresistibile. Loftus va contro le leggi della Fisica. Un omone di quasi due metri è un fuscello che manco prova a saltare per contrastare Gatti. Eppure lui è ancora qui a far danni. Non è mai stato messo in discussione. Mica come quei reprobi incapaci di Leao e di coloro che sono stati inseriti nella lista di proscrizione. L’amara realtà è che siamo un progetto di squadra mai nato. Beato chi non vuole vederla. Vive meglio di me. L’ipovedente si aspettava fuochi d’artificio da Magic Touch Gerry negli ultimi giorni di Mercato. E aspetterà, prima di giudicare, il responso del campo. E poi, prima di criticare, aspetterà le grandi mosse di Gennaio. E infine, per tirare le somme, attenderà Maggio. Un tragicomico loop infinito, insomma, di una parte di tifoseria che Gerry ha avvolto nella ragnatela della sindrome di Stoccolma. Be’, questi tifosi da una parte mi fanno tenerezza. Dall’altra tanta, tanta rabbia. Dico da una vita che li considero dei complici. Non è, comunque, che il fatto di capire prima come andranno le cose mi renda impermeabile alle ferite causate dalla modestia della squadra. Spiace vedere la mediocrità espressa in campo dai ragazzi in maglia rossonera. Ma so che le manacce in cui siamo caduti rendono inevitabile il nostro destino di comprimari. Il Mercato? Lascia la rosa piena di buchi. More solito. Boban dice che da anni il Milan non fa cose da Milan. Che Gonzalo è un buon giocatore. Non, però, di levatura tale da cambiare gli equilibri. Ed è stato strapagato. Zvone dà voce al mio pensiero. E’ divertente vedere il fastidio, l’ira con cui gli ineffabili filosocietari hanno accolto l’intervista in cui Zorro solo a margine parla di Milan. Tranquilli, ragazzi, il Mercato è piaciuto anche a me, perché… Vedi Omari quanto è bello. Spira tanto sentimento. Eh, sì. Venduto quel reprobo, lazzarone di Leao. Preso Omari Hutchinson. Come si fa a non apprezzare mosse tanto astute? Non a caso, oltre a un proprietario che tutti ci invidiano, abbiamo un fior fior di dirigenza dalla fantastiche competenze sportive. Una libidine pazzesca.</span></p>
<figure id="attachment_40712" aria-describedby="caption-attachment-40712" style="width: 215px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-40712" src="https://jolly-franklin.94-76-254-44.plesk.page/v2/wp-content/uploads/2026/09/Cisse-gol-Juve-215x300.jpg" alt="" width="215" height="300" /><figcaption id="caption-attachment-40712" class="wp-caption-text">Ci hai regalato un&#8217;altra perla, Alphadjo. Grazie!</figcaption></figure>
<p align="justify"><span style="font-size: large;">Sì, c</span><span style="font-size: large;">he libidine svendere quella ciofeca di Leao, dopo aver fatto di tutto per deprezzarlo, e mantenere in rosa giocatori del calibro di Estupinan e Loftus. Musah è l’attuale titolare di centrocampo. Non ha fatto neanche male, </span><span style="font-size: large;">per i suoi livelli,</span> <span style="font-size: large;">finora</span><span style="font-size: large;">. Ma è un giocatore modesto. </span><span style="font-size: large;">Non può </span><span style="font-size: large;">rappresentare</span><span style="font-size: large;"> un punto fermo di un Milan ch</span><span style="font-size: large;">e</span><span style="font-size: large;"> miri ad essere competitivo. </span><span style="font-size: large;">Modric è un campione. Ma ha 41 anni, maledizione al secchio! Come può essere lui a reggere le sorti del centrocampo?</span> <span style="font-size: large;">Dire che su </span><span style="font-size: large;">Musah</span><span style="font-size: large;"> nutro più di qualche dubbio significa usare un eufemismo. </span><span style="font-size: large;">Rabiot ha giocato molto male. Ma lui, a differenza del buon Yunus, è forte. Spero sia solo una questione di precaria condizione atletica. Non vorrei si trattasse di frustrazione nel vedersi parte di un Milan tanto m</span><span style="font-size: large;">ediocre</span><span style="font-size: large;">.</span><span style="font-size: large;"> Il centrale difensivo non è arrivato. Ed ecco che viene reintegrato in rosa il vituperato Tomori. </span><span style="font-size: large;">Per fortuna abbiamo Terracciano! </span><span style="font-size: large;">Chissà come sarà contento Fick. Sicuramente si trova nella condizione psicologica ideale per poter rendere al meglio, </span><span style="font-size: large;">qualora venga impiegato</span><span style="font-size: large;">. I tifosi veri se la prendono con lui, con Rafa, con quelli inseriti nell</span><span style="font-size: large;">a</span><span style="font-size: large;"> list</span><span style="font-size: large;">a</span><span style="font-size: large;"> di proscrizione. </span><span style="font-size: large;">I meschini</span><span style="font-size: large;"> hanno rifiutato delle destinazioni </span><span style="font-size: large;">generosamente</span><span style="font-size: large;"> proposte dalla nostra perla di Societ</span><span style="font-size: large;">à, costringendo la tapina ad un’affannosa chiusura di Mercato. Comunque i nostri geni ce l’hanno fatta a sbolognare Fofana e Gimenez in prestito gratuito, con parte dell’ingaggio pagato da noi. E ci sarebbero riusciti pure con Bondo, non fosse stato per un dettaglio malandrino. Purtroppo aveva</span><span style="font-size: large;">m</span><span style="font-size: large;">o raggiunto il numero di prestiti massimi previst</span><span style="font-size: large;">i</span><span style="font-size: large;"> dalle normative. Mica si può pretendere che la nostra illuminata dirigenza si </span><span style="font-size: large;">addentri</span><span style="font-size: large;"> in tutti i meandri dei regolamenti, </span><span style="font-size: large;">perbacco</span><span style="font-size: large;">.</span> <span style="font-size: large;">Negativa la prima di Moreira. Io non ho neanche ben capito quale sia il suo ruolo. E forse neppure Amorim lo sa. Sarebbe ingeneroso bollare come brocco un giocatore dopo un debutto in una squadra mal costruita, </span><span style="font-size: large;">priva di una intelaiatura credibile</span><span style="font-size: large;">. E io non lo faccio. Però quel cinquantello speso per lui su input di Mendes mi ha lasciato molto perplessa. E temo che continuerà a farlo.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: large;">Sono tranquilla, perché mi aspetto molto dall’ultimo scintillante colpo di Mercato. Si tratta del fortissimo Omari Hutchinson. Mic bau bau micio micio, eh. Vedi Omari quanto è bello. Spira tanto sentimento. Mi vedo già la Sud cantare questo ritornello, quando vedrà le prodezze del ragazzo inglese. Io, che so precorrere i tempi, lo canto già. Sono stanca di scrivere su quella povera cosa a cui è stato ridotto il Milan. </span><span style="font-size: large;">Ho scoperto, però, come fare per trafiggere l’amarezza, la frustrazione, la tristezza con sani lampi di rabbia. Faccio brevi incursioni, perché a lungo non resisto, sui video di alcuni youtubers, depositari del vero verbo milanista. E gli scatti d’ira, che fanno impallidire quell</span><span style="font-size: large;">i</span><span style="font-size: large;"> del Pelide Achille, mi aiutano ad andare avanti, pugnalando la mia apatia. Secondo questi </span><span style="font-size: large;">dispensatori di verità</span><span style="font-size: large;">, che non mi sembrano ad occhio e croce concentrati di intelligenza, siamo noi tifosi criticoni il vero male del Milan. Noi, buzzurri maledetti, avveleniamo i pozzi. </span><span style="font-size: large;">Vogliamo far sembrare i nostri meravigliosi dirigenti dagli imbecilli. Sembrare, dicono.</span><span style="font-size: large;"> Creiamo un clima tossico che danneggia la squadra. Capite? Le colpe per aver creato un ambiente invivibile non sono di questo schifo di Società, </span><span style="font-size: large;">di cui loro </span><span style="font-size: large;">si rendono</span><span style="font-size: large;"> complici.</span> <span style="font-size: large;">No! Sono nostre. E’ a causa nostra che un Chivu qualunque può prenderci per i fondelli, dicendo che loro con noi non giocano uno scontro diretto. Può derubri</span><span style="font-size: large;">c</span><span style="font-size: large;">are la nostra Storia alla vittoria di qualche partita. D’accordo, lui è un cretino. Ma sono gli Indegni che si trovano nella stanza dei bottoni a mortificare, vilipendere la nostra Storia. I cartonati prescritti fanno gli arroganti perché si sentono forti dentro e fuori dal campo. E quel che accade fuori si riverbera inevitabilmente dentro. Hanno la straffotente certezza di essere impuniti </span><span style="font-size: large;">e impunibili</span><span style="font-size: large;">. Moratti è arrivato addirittura a confessare candidamente che la sua famiglia aveva acquistato il Cagliari </span><span style="font-size: large;">di nascosto</span><span style="font-size: large;">, per non fare andare Riva alla Juve. E questo ovviamente non ha suscitato scalpore. Possono comportarsi così, perché le altre Società glielo permettono. Milan e Juve in primis. </span><span style="font-size: large;">Io mi batterei con il coltello tra i denti, ritenendomi parte lesa, perché la giustizia ordinaria e sportiva fac</span><span style="font-size: large;">ciano</span><span style="font-size: large;"> il loro dovere, punendoli per i numerosi illeciti compiuti con la compiacenza della Figc. Sto parlando di Grand Tower, Lion Rock, Covisoc, collusione con l‘Ndrangheta, Interopoli. Com’è possibile, per esempio, che una procura non disponga il sequestro di cellulari e Pc in un’inchiesta basata sulle intercettazioni? Com’è possibile che chi colloquiava amabilmente con gli ‘Ndranghetisti, che faceva video di auguri di buon compleanno a una </span><span style="font-size: large;">tipa</span><span style="font-size: large;"> rinchiusa al 41 bis, venga ritenuto parte lesa? Com’è possibile che Butti, intercettato con Rocchi a chiedere di non avere Doveri per la sua Inter, sia ancora lì a fare calendari </span><span style="font-size: large;">tinti di nerazzurro</span><span style="font-size: large;">? E che mi dite di </span><span style="font-size: large;">quella brutta figura al di sotto delle parti di</span><span style="font-size: large;"> Viglione? Bene, la mia robusta iniezione di rabbia allo stato puro, come antidoto contro l’avvilimento e l’apatia, l’ho fatta. Attento, cobra! Se mi morsichi, muori tu! </span><span style="font-size: large;">Tifoso vero, che credi nel </span><span style="font-size: large;">sagrestano</span><span style="font-size: large;">, falso Cardinale, vedi Omari quanto è bello. Spira tanto sentimento. Gerry, Scaroni, vi detesto, perché…. Je suis Paolo Maldini. Je suis Zvonimir Boban.</span></p>
<p align="justify"><span style="color: #ff0000;"><strong><span style="font-size: 14pt;">Chiara</span></strong></span></p>
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		<title>L’Azzardo di Amorim e i Buchi di Struttura: Il Milan alla Prova della Verità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Harlock]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 05:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>
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					<description><![CDATA[​Dopo avervi raccontato per due mesi la favola di una società vincente, guidata da visioni e da una programmazione rigorosa, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">​Dopo avervi raccontato per due mesi la favola di una società vincente, guidata da visioni e da una programmazione rigorosa, mi ritrovo qui con una rabbia che stritola il mio cuore. la volta scorsa vi ho parlato del contrappasso che viviamo noi tifosi rossoneri sulla cinquantina: noi che il Milan lo abbiamo visto dominare e salire sul tetto del mondo, ma che abbiamo anche vissuto sulla nostra pelle gli anni bui e difficili della Serie B. Proprio perché abbiamo attraversato l&#8217;inferno e toccato il cielo con un dito, sappiamo benissimo cosa significa questa maglia. Sappiamo cosa vuol dire non rassegnarsi mai alla mediocrità, al grigio della mezza classifica, alla desolazione e, soprattutto, all&#8217;improvvisazione dilettantesca.</p>
<p style="text-align: justify">​Oggi mi tocca rituffarmi nella cruda realtà rossonera di tutti i giorni. E vi giuro, vi giuro sulla mia passione, che tornerei a rifugiarmi nel nostro passato molto volentieri. Perché scrivere o anche solo raccontare questo Milan attuale è un esercizio desolante, avvilente e tremendamente frustrante per chiunque porti questi colori impressi nell&#8217;anima.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #0000ff"><em><strong>​“Abbiamo preso Ramos, sta arrivando Gila. Il nostro mercato non è finito, saremo aggressivi. Vogliamo dare a Ruben la migliore squadra possibile molto prima della chiusura del mercato”.<br />
</strong></em></span><br />
​Così parlava Gerard Joseph “Gerry” Cardinale l&#8217;8 luglio, all&#8217;alba del suo quarto mercato estivo alla guida del Milan. Quarto, non il primo. Una precisazione doverosa per smantellare una volta per tutte la storiella comoda dell&#8217;ennesimo &#8220;anno zero&#8221; buona solo per vendere fumo ai creduloni. Nell&#8217;estate della finta rivoluzione, con una dirigenza azzerata sulla carta ma nei fatti rimpiazzata dalle stesse identiche figure che negli anni scorsi non hanno combinato nulla di buono, i soliti menestrelli si sono affannati a spiegarci che la proprietà aveva finalmente &#8220;fame&#8221;. Il risultato finale, a trattative concluse, è la solita abbuffata di fumo e parole a fronte di un deserto operativo: il &#8220;Gerry affamato&#8221; ci ha rifilato l&#8217;ennesima rosa &#8220;Emmentaler&#8221;, piena zeppa di buchi, consegnata ad un allenatore a cui sono state promesse montagne per poi lasciarlo a piedi al primo ostacolo serio.</p>
<p style="text-align: justify">​Sia chiaro un concetto fondamentale, perché qui nessuno chiede la luna, la spesa folle tanto per fare colpo sui social o la corsa a chi brucia più milioni per finire in prima pagina. A Gerry Cardinale io non chiedo di vincere la Champions League dall&#8217;oggi al domani. Gli chiedo semplicemente di fare le cose con un minimo di senso compiuto, di razionalità, di logica elementare.<br />
​Il mercato di una squadra di calcio si giudica ottimale quando riesce a mettere in sicurezza la struttura, quando va a chiudere le falle esistenti e a dare completezza al progetto. Se una rosa presenta cinque lacune evidenti, e tu con mesi di tempo e milioni a disposizione ne sistemi soltanto due lasciando gli altri tre buchi clamorosamente aperti, quel mercato è un fallimento senza appello. Punto. Non ci sono narrative di comodo che tengano, non ci sono bilanci sorridenti che possano mascherare la cruda realtà del campo.<br />
​Per tornare a fare le cose con criterio, per ritrovare quella linearità che distingue un grande club da un cantiere permanente, il vero primo grande acquisto di questo Milan doveva essere un altro: <span style="color: #000000"><strong>una dirigenza competente</strong></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Servivano uomini di calcio vero, professionisti navigati capaci di muoversi nei corridoi complessi delle trattative, di leggere con anticipo le esigenze di un organico e di prevenire i problemi anziché inseguirli affannosamente all&#8217;ultimo secondo. Invece si è preferito continuare a scommettere su un gruppo di lavoro improvvisato, messo a gestire dinamiche di un livello enorme per la prima volta nella propria carriera.<br />
​Restando all&#8217;aspetto puramente campo, la regia affidata a questo management ha prodotto risultati tragicamente visibili sotto gli occhi di tutti. Resta persino difficile decifrare quanta responsabilità reale abbia Rúben Amorim e quanta la società in questo scempio, ma la struttura della squadra parla da sola.</p>
<p style="text-align: justify">​Ci ritroviamo con un organico cronicamente sbilanciato. Una marea di trequartisti, mezze punte e calciatori dalle mattonelle sovrapposte, tra cui la scommessa da inquadrare Diego Moreira e la riserva del Nottingham Forest Omari Hutchinson arrivata in prestito, ma con crepe enormi nei ruoli in cui si decidono le stagioni. In attacco si rasenta il ridicolo: Gonçalo Ramos è l&#8217;unico centravanti d&#8217;esperienza. Se al portoghese viene un semplice raffreddore, l&#8217;unica alternativa reale resta il giovanissimo Camarda. Un talento puro, un patrimonio inestimabile da tutelare con il bilancino, su cui è del tutto folle scaricare il peso di un reparto da tre competizioni solo perché non si è voluta acquistare una punta d&#8217;esperienza capace di fare da cuscinetto ed evitare di bruciare le tappe al ragazzo.</p>
<p style="text-align: justify">​In difesa la situazione è perfino peggiore: la coperta non è corta, è letteralmente strappata. Amorim aveva chiesto a gran voce un centrale dominante per difendere a campo aperto e si ritrova a pregare che Gabbia non debba finire sotto i ferri, dovendo poi arrangiarsi con Pavlovic, De Winter e il neoacquisto Gila. Senza più il blocco basso a proteggere il reparto, pensare di reggere cinquanta partite con questi interpreti, o con soluzioni di ripiego a sinistra come la coppia Bartesaghi-Estupiñán, non è un azzardo: è un suicidio tattico annunciato.</p>
<p style="text-align: justify">A centrocampo ci si affida alla speranza che Modrić abbia ancora gas nel serbatoio, mentre nelle prime uscite si è rivisto Musah. Parliamoci chiaro, senza girarci intorno: questo Milan non è una squadra da Champions League.</p>
<p style="text-align: justify">​A completare il quadro di questa estate surreale c&#8217;è il capitolo uscite. A parte la cessione di Rafael Leão, la società è stata completamente incapace di vendere a titolo definitivo qualsiasi altro elemento fuori dal progetto, lasciando a bilancio ingaggi pesantissimi e dimostrando tutta l&#8217;inconsistenza di chi dovrebbe gestire le trattative nei tavoli che contano.<br />
​Ma il capolavoro dell&#8217;assurdo, la goccia che fa traboccare un vaso ormai colmo di rabbia, è la gestione di Fikayo Tomori. Dopo mesi passati a escluderlo dal progetto, a metterlo fuori rosa con una fermezza ostentata e a giurare che non ci sarebbe stato alcun reintegro, a dieci minuti dal gong finale è arrivata la clamorosa retromarcia.<br />
Però penso anche che il reintegro di Tomori è una scelta farsesca, ma alla fine tragicamente corretta.</p>
<p style="text-align: justify">​Incrociare le braccia e lasciarlo in tribuna da separato in casa, mentre la difesa affonda tra limiti tecnici e numerici, sarebbe stato un autogol masochista che il Milan non poteva assolutamente permettersi. Ammettere i propri errori e fare un passo indietro può anche sembrare un atto di lucidità di fronte al baratro, ma la colpa imperdonabile sta nell&#8217;aver capito come stavano le cose soltanto il primo settembre, dopo aver sprecato due mesi preziosi a fare i gradassi.</p>
<p style="text-align: justify">​Adesso la patata bollente passa tutta nelle mani di Amorim, che si trova a dover gestire uno spogliatoio spaccato nell&#8217;orgoglio e a dover fare acrobazie dialettiche per giustificare un dietrofront imbarazzante davanti ai media. Il difensore di livello non è arrivato, la rosa è rimasta corta e il reintegrato per disperazione rientra nei ranghi nell&#8217;imbarazzo generale di tutto l&#8217;ambiente.<br />
​Mentre gli inguaribili gonzi continuano ad applaudire e a cercare una logica dove c&#8217;è solo un&#8217;improvvisazione disarmante, la realtà è che la proprietà ha servito l&#8217;ennesimo boccone amaro a chi ama davvero questi colori. Chi ha vissuto il vero Milan, chi ha conosciuto l&#8217;inferno della B e le vette dell&#8217;Europa, non può accettare questo lento decadimento.</p>
<p style="text-align: justify">Io chiedevo solo logica,  chiedevo un minimo di competenza e rispetto per la nostra storia. Ci hanno dato l&#8217;ennesimo cantiere aperto, sgangherato e privo di equilibrio. Adesso Amorim e la dirigenza si accomodino al banco degli imputati, perché la pazienza dei tifosi veri è finita e il campo, come sempre, non farà sconti a nessuno.</p>
<p><strong><em>W Milan</em></strong><br />
<span style="color: #ff0000"><strong><em>Harlock</em></strong></span></p>
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